Loculi aerati - FUNITALIA

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PREMESSA:

La Ns. proposta, oltre che al piano economico degli impianti che ora tralascio, comunque compensato dal costo della cassa di zinco (che viene eliminata), include informazioni che consentono a tecnici ed amministratori di proporre gli impianti per la tumulazione in loculi aerati, in quanto conseguenza di innovate tecniche di progettazione e di gestione, al passo col progredire delle scienza e della tecnologia.

CENNI STORICI:

Il loculo aerato è stato da noi sperimentato pubblicamente per la prima volta in Italia nel 1995 su richiesta del Comune di Trieste con autorizzazione Ministeriale per analizzare i fenomeni conservativi delle salme tumulate. La prova venne eseguita in un fabbricato di 12 loculi appositamente attrezzato ed allestito in un'area riservata nel cimitero monumentale S. Anna (Ts.), effettuando 3 tipologie di tumulazione per comparare con verifiche semestrali l'effettivo processo di mineralizzazione delle salme, monitorato e certificato da Tecnici ed Enti locali preposti,

  1. tumulazione in uso con l'impiego della cassa di zinco nel feretro;
  2. tumulazione feretro senza la cassa di zinco;
  3. tumulazione feretro senza la cassa di zinco in loculo allestito con impianti di aerazione e depurazione liquidi, gas (principali fautori dei processi conservativi) ideati e forniti dalla Funitalia,   inserendo:

gruppo di aerazione e depurazione gas, completo di filtri assorbitivi bio-chimici composti da enzimi e microrganismi attivi a largo spettro d'azione, che metabolizzano la sostanza organica, ottimizzano le concentrazioni di COD-BOD e creano una forte azione antagonistica contro i germi patogeni utilizzati per rivitalizzare i processi attivi e la formazione di colonie batteriche utili (avviamento d'urto), inoltre diminuiscono miasmi ed odori poichè inibidiscono la formazione di gas maleodoranti. (sistema e filtri, tutelati da brevetti depositati Funitalia).
I liquidi del percolato raccolti in una padellina in pvc posta sotto il feretro, sono stati neutralizzati con una composizione bilanciata di enzimi/batteri e sostanze assorbenti.
 

La sperimentazione fu conclusa a 2 anni e 6 mesi con esito positivo in quanto le salme nei loculi aerati erano completamente scheletrizzate, nel 1998 il Comune di Trieste autorizzò la posa dei primi impianti nel cimitero monumentale S. Anna in Ts. con approvazione Ministeriale in deroga alle normative Vigenti.

L'impiego dei loculi aerati oltre che risolvere il problema degli inconsunti ha permesso:
 

  1. il recupero e la messa a norma dei loculi esistenti, circa 25.000, evitando la paralisi del cimitero, ed il ricorso a nuove costruzioni con problemi di tempi, costi, ecc. per l'Amministrazione;
  2. il turnover delle estumulazioni a 10 anni contro i 25/30 in uso ha consentito di pianificare e soddisfare le richieste della comunità.
  3. l'abbattimento del 60% dei costi delle tumulazioni, ha incontrato il parere favorevole della cittadinanza in quanto il loculo aerato è la forma di sepoltura più richiesta.
  4. l'eliminazione disaggi dovuti allo scoppio delle casse di zinco, alla fuoriuscita dei gas maleodoranti ed alla dispersione dei liquidi nelle strutture dei fabbricati cimiteriali e falde acquifere sottostanti.
 

I RISULTATI SODDISFACENTI HANNO CONSENTITO ALLE AUTORITA' COMPETENTI DI ESTENDERE L'IMPIEGO IN CAMPO NAZIONALE, IN QUANTO, PER I VANTAGGI MENZIONATI, L'AFFIDABILITA' DEGLI IMPIANTI,  LA TUMULAZIONE IN LOCULI AERATI OFFRE PIU'CHE SUFFICIENTI GARANZIE DI' ESSERE UNA SOLUZIONE AFFIDABILE, ECONOMICA E CON MINIMO IMPATTO AMBIENTALE. 


NORMATIVE:


DPR 285/90      Art. 77      punto 3;
Il Ministero della Sanità, sentito il Consilio Superiore di Sanità,  autorizza l'uso di valvole e dispositivi idonei a fissare ovvero a neutralizzare i gas della putrefazione.

APPROVAZIONI REGIONALI: Reg.  Lombardia;  Emilia Romagna; Marche; Toscana; Abruzzo;

esempio:

Regolamento regionale della Lombardia n.6 del 9 novembre 2004
Allegato 2 - requisiti dei loculi destinati a tumulazione (art. 16, comma 5)
Requisiti per loculi aerati

  1. I loculi aerati devono essere realizzati in aree destinate dal piano cimiteriale, in manufatti di nuova o di ristrutturazione di quelli esistenti.
  2. Nella realizzazione dei loculi aerati devono essere adottate soluzioni tecniche, anche costruttive, tali da trattare sia i liquidi che gas provenienti dai processi putrefattivi del cadavere.
  3. La neutralizzazione dei liquidi cadaverici può essere svolta sia all'interno del loculo, sia all'esterno con la canalizzazione del percolato in apposito luogo confinato, impermeabilizzanto per evitare la contaminazione della falda.
  4.  La neutralizzazione degli effetti dei gas di putrefazione può avvenire per singolo loculo, cripta, tomba o per gruppi di manufatti, con specifici sistemi di depurazione.
  5. Il sistema di depurazione ha lo scopo di trattare i gas derivati dalla decomposizione cadaverica mediante l'impiego di filtro assorbente con particolari caratteristiche fisico-chimiche o da un filtro biologico, oppure da soluzioni miste. La capacità di depurazione del filtro dovrà garantire che non ci sia percezione olfattiva in atmosfera dei gas provenienti dalla putrefazione, prodotta per tutto il periodo di funzionamento del sistema depurativo. 
  6. I filtri devono riportare impresso il marchio del fabbricante, in posizione visibile e la sigla identificativa delle caratteristiche possedute, secondo criteri uniformi stabiliti da enti di normazione, ai fini di controllo.
  7. In caso di neutralizzazione interna dei liquidi cadaverici, sotto il feretro dovranno essere garantite condizioni di raccolta, durature nel tempo, di eventuali percolazioni di liquidi cadaverici, con soluzioni fisse o mobili, capace di trattenere almeno 50 litri di liquido e l'uso di quantità adeguate di materiale adsorbente, a base batterico-enzimatica, biodegradante.
  8. In caso di neutralizzazione esterna...
  9. Il loculo è da realizzarsi con materiali o soluzioni tecnologiche che impediscono la fuoriuscita dei gas di putrefazione dalle pareti, tranne che nelle canalizzazioni per la raccolta dei liquidi e per l'evaquazione dei gas.
  10. La chiusura del loculo deve essere realizzata con elemento di materiale idoneo a garantire la tenuta ermetica del loculo, dotato di adeguata resistenza meccanica, eventualmente forato per l'evaquazione dei condotti dei gas. 

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